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La razza oggi prevalente è la Laticauda che si è splendidamente adattata alle condizioni pedologiche e climatiche della
zona; alimentata
con erba medica,sulla e lupinella, questa pecora produce il latte
utilizzato per la produzione del pecorino.
Il processo di trasformazione, completamente artigianale,
prevede l'uso di strumenti semplici tramandati di generazione in generazione.
Si comincia con il cacco, recipiente in cui si riscalda il latte a 40°-45°C rimescolandolo continuamente con il ruotolo, utensile di legno con la punta arrotondata. Si aggiunge poi il caglio e si lascia riposare il tutto per quindici minuti. La parte solida così formata si lavora con le mani fino ad ottenere una pasta compatta che si sistema nella fascedda, piccolo cestello di vimini, dove rimane per 48 ore. Viene poi salata e, dopo dieci giorni, condita con olio d'oliva, vino bianco o aceto. Il formaggio così ottenuto può essere
stagionato fino a ventiquattro mesi.
Il Latte viene porrato alla temperatura di 38 gradi circa e vi si
aggiunge caglio di capretto o di agnello. La coagulazione avviene in 30
minuti circa: poi si rompe finemente la cagliata, la si lascia
sedimentare per alcuni minuti, si raccoglie e la si mette in forma
pressandola con le mani. Le forme vengono scottate in siero caldo e
salate a secco mediante sfregamento di sale sull'intera superficie del
formaggio.
Si passa poi alla stagionatura, realizzata facendo sostare i formaggi su
assi di legno in locali freschi per un minimo di tre mesi. Il
sapore è gradevolmente sapido e piccante, l'odore è intenso e
penetrante.
Il Carmasciano di breve stagionatura viene consumato come formaggio da
tavola, quello più stagionato è usato da grattugia per condire
primi piatti.
Caglio:
liquido o in pasta di agnello
Crosta:
dura, tendente al marrone scuro
Pasta:
cruda, dura e compatta, di colore paglerino
Facce:
piane, con un diametro di 20-25 cm
Spessore/peso:
8-12 cm, 1,2-2 kg
Territorio:
la zona circostante
il comune diRocca San Felice
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